Dibattito Camera sul ddl istitutivo la Commissione per le riforme

È possibile scaricare di seguito il resoconto stenografico della discussione generale svoltasi alla Camera dei Deputati il 1 agosto 2013 sul ddl costistuzionale AC 1359. Resoconto discussione generale Camera dei Deputati 1 agosto 2013

Qui è scaricabile il ddl costiuzionale AC 1359 istitutivo della Commissione per le riforme, già approvato in prima lettura dal Senato della Repubblica. C1359_Acost

0 Comments Add yours

  1. rita l. ha detto:

    Un Parlamento di ignoranti e superficiali si sta apprestando a stravolgere la nostra Costituzione. La riforma proposta è molto peggiore di quella approvata dal governo Berlusconi/Bossi e respinta dagli italiani con il referendum nel 2006. Questa volta la riforma accoglie i desideri della P2 arrivando a stravolgere la forma di stato e di governo. Con la
    benedizione del PD che pur di mantenere in vita questo governo è disposto a realizzare i voleri di
    Licio Gelli. Non facciamoci
    ingannare da politici eticamente discutibili e molto concentrati sul loro posizionamento. Sono molto pessimista ed indignata: senza una rappresentanza parlamentare di riferimento sarà difficile salvare la Costituzione. Un’altra politica è necessaria.

  2. Maso ha detto:

    Io NON sono AFFATTO un grillino (fin qui ho sempre votato per il P.D.), ma questo disegno di légge costituzionale mi pare, francamente, allucinante. Non sono un giurista, ma mi vengono in mente mille obiezioni. Nel complesso, è evidente il carattere, come dire, frodatorio della légge: d’or in poi, l’art. 138, pur restando formalmente in vigore, potrà essere aggirato ogni volta con una légge costituzionale che deroghi a esso? E con che coraggio si dice che l’art. 138 è una norma procedurale, epperò (si sottintende) meno importante?! In un certo senso si potrebbe dire ch’è l’articolo più importante di tutta la Costituzione! E rientra nel titolo delle “garanzie”: nientemeno che le garanzie, vogliono andare a toccare! Tutto questo è eversivo non solo della Costituzione, ma della stessa democrazia. La stessa cosa si può dire, a mio parere, delle inaudite limitazioni alla facoltà dei parlamentari di proporre emendamenti. Il parlamento è sacro, e non si tocca! Lasciamo stare la demagogica, e peggio che ridicola, previsione d’una specie di consultazione in linea degl’italiani. Veramente sono amareggiato e allarmato.
    Del resto, questo non è per me l’unico segnale d’allarme. Basti dire che, nel silenzio generale, si sta decidendo (s’è già deciso? Spero di no!) che la toponomastica dell’Alto Adige sia d’or in poi solo tedesca.
    Una Costituzione è fatta per durare, e la nostra va non bene ma benissimo, almeno per trecent’anni ancóra: il problema è applicarla! La “riforma costituzionale” è uno dei sempre ritornanti miti, o feticci, truffaldini di cui s’ama tanto cianciare oggi, per coprire il vuoto assoluto del pensiero: un appello irrazionale agli umori qualunquistici dell’opinione pubblica, che vuole, o si crede (forse a torto) che voglia, il cambiamento per il cambiamento.
    La necessità di riformar la légge elettorale è evidente a tutti. Ma, per quel che mi riguarda, non c’è nessunissimo bisogno di cambiar la Costituzione. Tutt’al più, innalzerei il minimo di mezzo milione di sottoscrizioni della richiesta di referendo; e certo, rafforzerei, anziché indebolire, l’art. 138, e riporterei il titolo V dalla sua attuale formulazione, confusa e per tanti aspetti affatto inammissibile, a quella originaria.
    Spero che i costituzionalisti italiani, che guidarono, col compianto presidente Scàlfaro, la grande e vittoriosa battaglia civile e patriottica del 2006, faccian sentire alta e forte la loro e la nostra voce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *